Casa Bonus Pastor: Roma
Assemblea sinodale delle Chiese in Italia 1 aprile 2025 Ore 22.45
Una giornata molto intensa quella che sta per finire. È iniziata con la celebrazione dell’Eucaristia nella Basilica di S. Pietro, presieduta dal Card. Parolin: la sua presenza ci ha fatto sentire ancora più vicina la figura del Papa, sia per il compito che svolge come suo Segretario di Stato sia per la Parola che ci ha rivolto all’omelia, incoraggiandoci ad aprire mente e cuore all’uomo che incontriamo lungo la strada, anche se ferito e privato della sua dignità.
I lavori sono poi proseguiti con una assemblea plenaria nell’Aula Paolo VI, per una prima reazione alle proposizioni da discutere e infine votare. Le reazioni sono state numerose e specifiche, la maggior parte tendenti a mostrare la perplessità e l’insoddisfazione, senza nascondere perfino la delusione. La troppa sinteticità ha infatti sacrificato buona parte del lavoro fatto nei quattro nani del cammino sinodale. Temi, proposte, linguaggio, apertura e dialogo, scelte coraggiose e impegnative per le nostre comunità ecclesiali: dalla lettura delle proposizioni sembra che tanta varietà di approcci sia stata sacrificata, fin troppo, alle esigenze della semplificazione. Gli interventi, numerosi e motivati, hanno mostrato il voglio dí un’assemblea matura, libera e pronta a superare gli ostacoli dovuti a quella sottile tentazione di clericalismo ancora esistente. Abbiamo tutti toccato con mano la guida dello Spirito, anche in questo momento di prova.
I lavori sono ripresi nel primo pomeriggio all’Hotel Ergife, dove già ci eravamo tutti spostati per il pranzo. Suddivisi in circa trenta gruppi abbiamo ripreso il blocco di proposizioni riguardanti uno dei tre ambiti (mentalità e prassi, formazione, strutture): il confronto, secondo una metodologia che ci ha chiesto di individuare prima le priorità attuative e poi di provare a formulare degli emendamenti in piccoli sottogruppi, ci ha fatto fare qualche passo avanti verso una soluzione che ancora però non si intravede bene.
Ecco come mi presento al Signore, mentre si chiude questo secondo giorno di lavori: contento per la forte esperienza di Chiesa che mi è stata donata, speranzoso nella capacità del Popolo di Dio di reagire anche dinanzi agli ostacoli, preoccupato di possibili freni che potrebbero ritardare il cammino o oscurare la riforma tanto auspicata e urgente. Ho fiducia tuttavia che l’impegno condiviso in questi anni e i frutti fin qui raccolti portino ora a sperimentare la bellezza di un cammino che continua, nella speranza che lo stile sinodale diventi prassi ordinaria delle nostre comunità!